Carissime e carissimi amiche e amici Apus,
benvenuti nel cantiere per preparare il testo definitivo della petizione popolare per libertà per la ricerca scientifica responsabile in natura.
Come prima proposta posto l'ultima versione della bozza presente su Change.Org, revisionato da Riccardo Tucci.
A seguire vi presento la bozza di Mauro Ferri.
Dovremmo ottenere dai due testi una versione più estesa, da mandare ai ministeri e una più sintetica per Change.org, che però abbandoniamo per i motivi descritti nel post: "Un nuovo orizzonte".
Attendiamo i vostri pareri costruttivi e assertivi, i dubbi, il dibattito, l'incoraggiamento e il supporto critico e umano.
Abbiate gioia
Versione sintetica di Change.org
"Petizione popolare per consentire a studiosi e ricercatori (anche non professionisti o laureati) nel campo ambientale, faunistico e naturalistico in generale di poter compiere ricognizioni, indagini e rilievi anche fotografici nel proprio settore di competenza, in solitaria, in aree naturalistiche non urbane.
Com’è noto, il Covid-19 non può propagarsi all'aperto e con una persona sola, completamente avulsa da qualsivoglia assembramento.
Per continuare il fondamentale studio della biodiversità e degli ambienti naturali minacciati da inquinamento, deforestazione, bracconaggio e saccheggio sregolato e indiscriminato delle risorse naturali, chiediamo che sia possibile richiedere alle locali Prefetture, competenti per la zona da esplorare e monitorare, un permesso speciale per lo studio (inclusa eventuale raccolta di documentazione fotografica), per un solo esperto operante individualmente, in ambiente naturale privo di altre presenze umane, come sopra descritto.
È fondamentale non abbandonare le ricerche e il controllo della biodiversità e degli ambienti naturali, che subirebbero gravi danni dall'abbandono e dalla mancanza sul campo di questi studiosi preparati e competenti."
Versione con approfondimento scientifico e procedurale di Mauro Ferri
"Petizione popolare per consentire a studiosi, ricercatori e professionisti dell' area ambientale, faunistica e naturalistica in generale di poter compiere ricognizioni e sopralluoghi in campo per indagini e rilievi anche fotografici attinenti all' argomento di competenza, in luoghi naturalistici non urbani purché da soli. L' interessato prima dell'uscita deve inoltrare una email PEC al Prefetto e in c.c. il Sindaco di competenza con le date e gli orari giornalieri di impegno, le località in aree naturali e similnaturali, per giornata e con specifica dell' obiettivo sintetico anche in forma di elenco per una sola settimana a comunicazione, riferiti allo studio generale in cui si collocano indicato come progetto e ad incarico di quale committente, allegando anche copia del documento di ID e precisando la propria email non-PEC e recapito di telefono mobile. Il comunicante può attivarsi 48 ore dopo l'invio della PEC ove non invitato a non procedere.
Come noto, una persona in solitaria e completamente avulsa da qualsivoglia assembramento non costituisce un rischio infettivo per la comunità, come è il caso di questi particolari studiosi e/o professionisti.
La finalità è di riprendere attività importanti nello studio della biodiversità e degli ambienti naturali minacciati dall'inquinamento, dalla deforestazione, dal bracconaggio e dal saccheggio delle risorse naturali evitando una lunga interruzione di tali monitoraggi con rischio di aumento di illeciti soprattutto in ambiti agroforestali in cui in questi giorni il presidio è purtroppo allentato perché concentrato in quelli urbani."
Buon lavoro a tutti e abbiate gioia

Espongo anche in questa sede quella che vuole essere solo una proposta: ovvero eliminare dal testo della petizione la specifica "non urbani" relativa agli ambienti oggetto di monitoraggio e ricognizione a scopi di ricerca e conservazione. Come sappiamo infatti molte sp di migratori, come i rondoni, sn anche sinantropiche, e giá l'attuale situazione di emergenza (che ha giustamente richiesto misure di isolamento sociale e blocco generale dei lavori) ha creato e sta creando problematiche che rischiano di impattare sulla loro salvaguardia. Ritengo che, con le dovute precauzioni, sia possibile effettuare monitoraggio e ricerca in solitaria anche in ambienti urbani, in quanto si tratterebbe di ricognizioni comunque circoscritte nel tempo e nello spazio e spalmate su lungo periodo. Ovviamente mi rendo perfettamente conto delle difficoltá legate alla veicolazione del messaggio piú generale della petizione, che trovo sia di una bontá assoluta, pertanto la mia è e vuole essere solo una proposta da valutare considerandone pro e contro, soprattutto a livello di comunicazione mediatica e psicologia sociale, e mi rimetto al vostro giudizio. Cari saluti a tutti!
RispondiEliminaMI trovo completamente concorde con il pensiero di Giuliana, dopo attenta analisi, e propongo di effettuare un'integrazione alla petizione in tal senso.
RispondiEliminaAttendo dibattito ed ulteriori pensieri sul punto.