Esplorazioni nei territori ecocentrici, umanimali e postumani

Nel mezzo di una tempesta, se guardi i rami di un albero, giureresti che stia per cadere. Ma se guardi il suo tronco ti accorgerai di quanto sia stabile.
(Alce Nero, Sioux Lakota, da Revenant - Redivivo)

1. Il benessere e la prosperità della vita umana e non umana sulla Terra hanno valore per se stesse (in altre parole: hanno un valore intrinseco o inerente). Questi valori sono indipendenti dall’utilità che il mondo non umano può avere per l’uomo.
2. La ricchezza e la diversità delle forme di vita contribuiscono alla realizzazione di questi valori e sono inoltre valori in sé.
3. Gli uomini non hanno alcun diritto di impoverire questa ricchezza e diversità a meno che non debbano soddisfare esigenze vitali.
4. La prosperità della vita e delle culture umane è compatibile con una sostanziale diminuizione della popolazione umana: la prosperità della vita non umana esige tale diminuizione.
5. L’attuale interferenza dell’uomo nel mondo non umano è eccessiva e la situazione sta peggiorando progressivamente.
6. Di conseguenza le scelte collettive devono essere cambiate. Queste scelte influenzano le strutture ideologiche, tecnologiche ed economiche fondamentali. Lo stato delle cose che ne risulterà sarà profondamente diverso da quello attuale.
7. Il mutamento ideologico consiste principalmente nell’apprezzamento della qualità della vita come valore intrinseco piuttosto che nell’adesione a un tenore di vita sempre più alto. Dovrà essere chiara la differenza tra ciò che è grande qualitativamente e ciò che lo è quantitativamente.
8. Chi condivide i punti precedenti è obbligato, direttamente o indirettamente, a tentare di attuare i cambiamenti necessari.

(da Devall & Sessions, 1989)

Il primo volo della cicogna bianca



Da due mesi mi stai osservando, amico umano.
E ora è venuto il mio momento, l’ora del primo volo.
I miei genitori mi hanno nutrito giorno e notte per due mesi, dandosi il cambio per non fermare il mio processo di crescita, e adesso ho il loro stesso corpo e le loro stesse ali.
Mi sono allenato con loro a sbatterle e a decollare sul posto e sono pronto, e tu sei pronto con me.
Questa è la mia prova per diventare una cicogna bianca e non restare più un pullo.
Mio padre e mia madre mi hanno raccontato una storia che è già scritta nel mio codice genetico.
Essere una cicogna bianca vuol dire volare e lasciare i propri geni sulla terra.
La storia di una cicogna bianca è quella di una missione sacra…l’impegno a ritornare nel mio nido natale dopo essere migrata in Africa Orientale.
Ora mi lancerò da questo lampione e i miei genitori mi seguiranno nel cielo per insegnarmi a prendere le termiche, le correnti d’aria calda ascensionali generate da Padre Sole che mi porteranno alla mia altitudine di quota preferita: duemila metri. Da lì mi lascerò portare a destinazione, planando lievemente a terra.



Dopo aver imparato le principali tecniche di caccia per alimentarmi, grazie al costante addestramento dei miei genitori, percorrerò le vie sacre della Madre Terra fino al Bosforo , o a Gibilterra o per lo stretto di Messina.
Intraprenderò un viaggio di migliaia di chilometri, pieno di pericoli, superò le più alte montagne, le pianure bruciate da Padre Sole, i deserti infuocati, i fiumi azzurri e affronterò le intemperie del cielo e i pericoli attuati di altri uomini come te.
Per andare da una latitudine all’altra, userò i riferimenti astronomici: il sole e le stelle.
I miei sensi sono sensibili ai campi magnetici quanto l’ago di una bussola.
Non so come farò ad usarli, per noi tutto è istinto.
No so dirti, amico umano, per quale mistero riuscirò a raggiungere un luogo preciso, distante migliaia e migliaia di chilometri senza avere mai e poi mai affrontato prima questo viaggio.
So solo amico umano, che se anche voi tornaste a intraprendere dei viaggi sacri come il nostro, se abbandonaste le vostre folli città e le vostre caotiche strade, vi rendereste conto che le frontiere non esistono, che la Madre Terra non è qualcosa che si può possedere e recintare e distruggere.
Noi e voi siamo tutti cittadini del mondo, figli di Padre Sole e Madre Terra.
Noi abbiamo sempre visto dall’alto, a volo d’uccello, quello che voi studiavate con dolore e difficoltà: i campi magnetici, le posizioni stellari, la direzione ed il flusso dei venti e delle correnti marine.
Noi cicogne bianche abbiamo appreso tutti questi elementi sulla nostra pelle, con il
sangue, il dolore, la morte ed anche la vita che da sempre continua, con l'atto generoso delle nostre esistenze che si succedono con l'unico compito, l'unico impegno che abbiamo preso con i nostri genitori: ritornare al nido natale dopo la prova dell’Africa Orientale.
Ora prendo la decisione di librarmi in volo da questo lampione, dal mio nido e dalla mia famiglia.
Scelgo di essere una cicogna bianca e non c’è libertà più grande che decidersi per il volo iniziatico e l’immissione dei miei geni nel mondo, come avviene da millenni per ogni cicogna bianca.
Mentre risalgo per la prima volta le termiche di Padre Sole, prima di dirti arrivederci presso questo nido, tra un anno (se tutto andrà bene), voglio dirti un’ultima cosa, amico umano.
Non temere la morte, voi uomini ne siete spaventati e fate molti errori travolti da quel terrore.
Quello che conta, fratello osservatore delle cicogne bianche, non sono gli esemplari, gli organismi presi da soli, fuori dalle traiettorie circolari vitali di Madre Natura e del Signore del Cosmo. Non è la vita che muore, muoiono solo gli individui, che sono solo una piccola e misera parte della grande Vita.
La paura e l’orrore e il dolore sono solo degli strumenti della Vita, non della morte.
La morte come l’ego personale sono solo qualcosa d’illusorio, di transitorio, di strumentale, di non definitivo.
L’individuo è solo illusione, la morte è solo apparenza. Questo sappiamo noi cicogne bianche.
Ho preso questa decisione: volo. In fin dei conti è semplice, ed è semplice in quanto avviene ciò che è già avvenuto e avverrà di nuovo.
Volo e m’ impegno a ritornare come sempre ritorna la Vita.
La morte non è la fine, ma un momento in un movimento che dura in eterno, continua e non si ferma mai.
E la Vita è questo attimo immenso tra due eternità, il passato e il futuro, che si ripetono instancabilmente.
Arrivederci, amico umano, consorte di questo istante supremo. Tornerò. E' un impegno che prendo anche con te, fratello.
NOTE DELL'AUTORE
Il racconto è dedicato a Valeria, Natale e a tutti i volontari dell'associazione "A passo d'ali" di Cascina Venara. Quello che fate per il mondo e la natura è grande e di valore inestimabile. Molti altri vostri imitatori stanno sorgendo, per proseguire la lotta contro la globalizzazione che sta annientando la vita sul pianeta. Sono fiero di appartenere alla vostra grande idea.
La lotta (e la speranza) per portare nel mondo i valori che abbiamo imparato da questi magnifici animali continua...e il nostro impegno ritorneranno ogni anno dall'Africa Orientale. Abbiate gioia e fede nell'eterno ritorno.
Buon volo, amiche e amici. Evviva IDA-J e Venara!

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